Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il rapporto tra conoscenza e vita diventa centrale nel dibattito filosofico tedesco. È il momento delle cosiddette filosofie della vita, che mettono in crisi la concezione tradizionale della conoscenza fondata sulla separazione tra soggetto e mondo e pongono l’accento sulle condizioni vitali del conoscere. In questo contesto prende forma il pensiero di Max Scheler, del quale il libro ricostruisce l’itinerario nel periodo cruciale che va dagli anni giovanili trascorsi a Jena fino al primo definirsi della sua filosofia fenomenologica tra il 1910 e il 1914. Il confronto con Eucken e il neokantismo, l’incontro con Bergson e con la fenomenologia di Husserl, il dialogo con Nietzsche, Dilthey e Guyau sono riletti come snodi attraverso cui Scheler rielabora il rapporto tra vivere e conoscere. Particolare attenzione è dedicata agli anni di Monaco (1907-1910), quando ha luogo il più sistematico confronto di Scheler con le scienze biologiche.














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