Oh! Finalmente è arrivato il fine settimana, dopo il gruppo di lettura su La vita istruzioni per l’uso di Perec, il firmacopie con Clara Sanchez, il Cafè Bandini, la presentazione de La resistenza del maschio di Elisabetta Bucciarelli, dopo aver trascorso una serata con le amiche di sempre con le quali non riuscivo ad uscire da mesi (era settembre 2015 l’ultima volta che le ho viste), dopo aver ascoltato Giorgio Olmoti e il suo Sassi Unplugged, ecco che sono pronta a vivere quello che mi riserva questa domenica di “relax”. Una domenica speciale, sapete perché?
Bè, per prima cosa perché le mie pantofole del fine settimana sono state sostituite dalle scarpe con il tacco. Qui ci vorrebbe una ola per la libraia temeraria!

Ma andiamo per ordine. Tutto ha inizio qualche giorno fa quando ho ricevuto una mail con l’invito a partecipare al Brunch Longanesi, in occasione dell’uscita del nuovo romanzo di Lorenzo Marone “La tristezza ha il sonno leggero”.
Il brunch è un incontro riservata a un gruppo di persone scelte dall’editore, che hanno la possibilità di ascoltare in anteprima la storia del libro e di dialogare con l’autore.

Ho deciso di accantonare la mia timidezza e di accettare l’invito, conscia del fatto che non sarei stata da sola, in quanto l’invito lo hanno ricevuto anche Elena – con la quale sono stata all’evento letterario Marsilio che vi abbiamo raccontato un po’ di tempo fa – e Eva Massari, amica speciale. Quando noi tre siamo insieme c’è da avere paura ve lo assicuro.

Elena ci aspetta direttamente al brunch, io, che non ho senso dell’orientamento manco a pagarlo e che mi perdo anche sotto casa, ho deciso di andare con i mezzi insieme a Eva.
La raggiungo sotto casa sua e insieme ci rechiamo al luogo dell’incontro.
Siamo in ritardo, è già mezzogiorno e del tram che stiamo aspettando neanche l’ombra. Così le dico:
Taxi?
Ma no dai, magari adesso arriva
Sì, ma non si vede neanche in lontananza e siamo già in ritardo.
Lei, dall’alto del suo metro e ottanta + tacchi, controlla che non ci sia davvero il tram in arrivo e si sta convincendo per optare al più comodo e rapido taxi, quando ancora prima di chiamarlo eccolo svoltare l’angolo.
Vedi, il destino? Dici che posso fermarlo?
– Mica stiamo girando sex and the city, secondo me non si ferma, prova comunque a fargli un cenno per capire se sia libero.
Ma non dovrebbe esserci la lucina accesa?
Comunque, io inizio a sbracciarmi, sembrava stessi ballando il meneito. Nonostante il mio goffo richiamo, il taxista si ferma e saliamo contente di aver guadagnato un po’ di tempo. Ovviamente dietro il nostro taxi … ecco arrivare il tram!
Arriviamo puntuali, Elena ci sta aspettando per salire e prendere posto.

Non ero mai entrata nella sede dell’editore, devo dire mi ha fatto un certo effetto. Mentre siamo in ascensore penso agli autori passati per quegli stessi corridoi, alle riunioni che avranno fatto per decidere come promuovere i loro libri, insomma il mondo editoriale mi affascina da sempre e ogni giorno che passa ne sto entrando anche io in punta di piedi e non solo da libraia.
Arriviamo nella sala dove è stato allestito il Brunch, dopo i saluti di rito, prendiamo posto pronti ad ascoltare l’autore.
Lorenzo Marone ha già conquistato i lettori della mia libreria con il suo romanzo, sempre Longanesi, La tentazione di essere felici, e qualcosa mi dice che anche questo nuovo romanzo piacerà!

Un romanzo in cui si parla di famiglia, di un bambino con genitori che si separano quando ha cinque anni, una famiglia che inevitabilmente ne condiziona la crescita. Rapporti nei quali possiamo senza dubbio riconoscerci e immedesimarci. Parla di desideri, speranze, scelte, paure…
Abbiamo fatto un gioco con l’autore. Ci hanno inviato per mail degli estratti del libro da completare a nostro piacimento e ecco cosa è venuto fuori (sì, ho giocato anche io, Mamma Rosa sono certa non me ne vorrà).

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Finita la presentazione ci fermiamo a brindare con l’autore e a mangiare tutti insieme. Io come al solito mi vergogno di avvisare di essere vegana perché non voglio creare problemi a chi prepara da mangiare e così dopo una rapida occhiata al buffet, vado di vino rosso!
A onor del vero ho assaggiato anche un po’ di polenta.

Non posso fermarmi con le mie amiche all’insegna di un pomeriggio di relax perché mi aspettano all’Elita Sundaypark.
L’incontro di oggi è dedicato alla figura del libraio e mi hanno invitato a raccontare la mia esperienza. Che strano effetto sentirmi chiamare “Libraia”.
Prima del nostro incontro però, c’è Giorgio Fontana che ci racconta la vita e le opere di Stig Dagerman uno scrittore e giornalista svedese nato negli anni ’20. Autore che non vedo l’ora di conoscere e approfondire. Giorgio Fontana è stato un oratore impeccabile, e non appena mi arriverà qualche opera in libreria la leggerò sicuramente. Una di quelle che mi è rimasta maggiormente impressa è : Il nostro bisogno di consolazione,

[…]Dal momento che mi trovo sulla riva del mare, dal mare posso imparare. Nessuno ha il diritto di pretendere dal mare che sorregga tutte le imbarcazioni o di esigere dal vento che riempia costantemente tutte le vele. Così nessuno ha il diritto di pretendere da me che la mia vita divenga una prigionia al servizio di certe funzioni. Non il dovere prima di tutto, ma prima di tutto la vita! Come ogni essere umano, devo avere diritto a dei momenti in cui posso farmi da parte e sentire di non essere solo un elemento di una massa chiamata popolazione terrestre, ma di essere un’unità che agisce autonomamente[…] – Stig Dagerman

Insomma, cosa poter chiedere di più a una domenica come quella appena trascorsa?
Forse che sia solo la prima di una lunga serie, a patto che il lunedì resti un giorno tutto per me.
Che sia in quest’ottica che ho organizzato un’apertura speciale lunedì 14 marzo per il firmacopie di Guido Catalano?