Un saggio su “Guerra e pace” e sul populismo evangelico di Tolstoj. Oppure: un pamphlet sull’incolmabile distanza tra quell’anelito di fraternità e i nostri tempi di guerre e sopraffazioni, di disuguaglianze e di acquiescenza. L’uno e l’altro; meglio: un’accorata rilettura del capolavoro e di altri scritti tolstoiani, e di altre opere scaturite dalla Russia che fu patria di candide fedi e cruente utopie. Da quel subbuglio di ardori e furori Pierre Bezuchov e l’umile soldato Karataev, e con loro i contadini e i mendicanti, gli asceti e i ribelli che popolano quelle pagine, ci costringono a riscattare termini oggi vilipesi come populismo e anarchia, riconducendoli alle loro purissime origini storiche ma anche al vangelo di quel Nazareno che ai potenti e ai sapienti preferì i reietti, gli ultimi, i dannati.










Recensioni
Ancora non ci sono recensioni.