L’Italia è un gigante frenato da illusioni storiche e scarse competenze manageriali. Nonostante un tessuto straordinario di cinque milioni di imprese, la produttività ristagna e la complessità del mondo corre più veloce di chi governa. In questo saggio lucido e controcorrente, economia reale, principi costituzionali e scienze umane si fondono per illuminare il vero “punto cieco” del nostro sviluppo: la qualità della classe dirigente. Attraverso dati macroeconomici e testimonianze dirette raccolte sul campo – dalla Pubblica Amministrazione alle imprese sociali sui beni confiscati alle mafie –, l’opera dimostra che la formazione del capitale umano è l’unica leva strategica per vincere la sfida del futuro. Un manifesto pragmatico per una nuova cultura d’impresa.














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