Pronti a una nuova settimana in scatola.

Segnate tutti i nostri incontri, vi aspettiamo!

Martedì 12 aprile alle ore 20.00 corso di lettura creativa a cura di Fernando Coratelli e Luigi Carrozzo.
Si parlerà di Metascrittura, ospiti: Philip Roth e Enrique Vila Matas.
Vi ricordo che potete partecipare ai singoli incontri. Mandate mail a info@ilmiolibromi.it

Mercoledì 13 aprile alle 17.00 aspettiamo i vostri bimbi per ascoltare la storia di ALINA!

 

Venerdì 15 aprile ore 18.30 incontro con Alessio Pasa che ci presenterà i primi tre volumi della pentalogia di Francesco. (Meligrana Editore)

Cinque romanzi per la storia di Francesco Aliberti, classe 1949, e dei suoi co-protagonisti, Dix, Sara e Laura, attraverso un  periodo storico denso di avvenimenti. I volumi sono pubblicati da Meligrana Editore
Nel 2012 è stato pubblicato il primo volume, “Occhitelli mariarotta sopraspina benvolendo tornamore se”, l’anno successivo è uscito “1978” e nel settembre 2015 ha visto la luce il terzo, “L’alba del maiale”. Il quarto volume è previsto per 2016.
Sabato 16 aprile alle 18.00 verrà a trovarci Francesca Fornario per raccontarci La banda della culla (Einaudi)

 

Le avventure scatenate dei sei personaggi in cerca di figli di Francesca Fornario fanno piangere dal ridere, nel romanzo di esordio di un talento comico naturale, decisamente fuori formato. La banda della culla è una satira tenera e spietata sulle difficoltà che in Italia incontrano i 20-30-40enni nel diventare genitori. I lavori «a progetto» che impediscono di fare progetti, le leggi che negano i diritti invece di assicurarli, l’indice di fertilità che cala con gli anni: «Colpa dei difetti di progettazione dell’apparato riproduttivo femminile. Per le donne è normale provare dolore e perdere sangue per giorni senza morire e far crescere i figli dentro. Con tutto lo spazio che c’era fuori! Continenti inesplorati, pianeti sconosciuti, un universo in espansione… che bisogno c’era di infilare il seme all’interno del corpo? Perché non fuori, nel nido, come fanno le galline? No, dentro! E naturalmente, indovina dentro a chi?» Nella sala d’aspetto di una ginecologa romana si incrociano i destini di Claudia e Francesco, Veronica e Camilla, Giulia e Miguel. Sei vite che vogliono generare nuove vite. Ma non possono. Non in Italia, dove se hai un contratto precario, o un ovaio policistico, o origini straniere rimani impigliato nella peggiore giungla di divieti e norme arcaiche immaginate da un Paese che dichiara di amare la famiglia ma forse, segretamente, non la sopporta. Cosí parte l’avventura comica e disperata della «banda della culla», che sfida la legge per avere giustizia in un Paese dove gli inviati dei talk-show non vengono inviati da nessuna parte, i giornalisti scrivono sotto pseudonimi che scrivono sotto altri pseudonimi, gli argentini fanno i camerieri nei ristoranti messicani («A brasilià, qui a Roma mica stamo a guardà er capello»).

Francesca Fornario è giornalista e autrice satirica in radio e in Tv. Scrive per «il manifesto», «Micromega», «Il Fatto Quotidiano». Ha cominciato a fare satira sulle pagine dell’«Unità» e da lí è approdata in Tv. La banda della culla è il suo primo romanzo.

 

E concludiamo la settimana con un’apertura straordinaria domenica 17 aprile alle ore 12.00 vi aspettiamo al brunch in giallo!

Di che cosa parla

“Ego o alter ego? È questa la prima domanda che sorge spontanea al lettore di Amerigo Asnicar, giornalista, prima opera “gialla” di Aldo Dalla Vecchia. Ho usato di proposito l’espressione «opera gialla» e non «romanzo giallo» o «opera poliziesca» per due motivi: il primo, è che non si tratta di un romanzo. Questo libro, infatti, è composto da tre racconti – cosa oltretutto inusuale, oggigiorno – che hanno il pregio di inseguirsi nella loro diversità. Il secondo, è che non si tratta neanche di un poliziesco. Il protagonista delle vicende qui narrate è un giornalista e autore televisivo. Siamo ben lontani dallo stereotipo del giallo contemporaneo, qua non c’è nessun poliziotto tutto muscoli, nessuna pistola fumante, nessuna brutalità. Amerigo Asnicar sembra in tutto e per tutto l’alter ego dell’autore. Le vicende qui narrate richiamano esperienze di vita reale, basti pensare ai rapporti interpersonali di Amerigo Asnicar, che potrebbero in tutto e per tutto essere gli stessi di Dalla Vecchia: Mara Maionchi e Cristiano Malgioglio solo per citarne due. Tutta l’opera è pregna di continui rimandi al mondo del jet set, personaggi reali che siamo abituati a vedere in televisione o sui giornali, entità astratte, lontane, inarrivabili. Ebbene, Aldo Dalla Vecchia umanizza e racconta da vicino, senza paura di fare nomi (anche questa è una cosa insolita nella narrativa di genere), un mondo patinato che altrimenti potremmo solo immaginare. Devo specificare, però, che questo contorno scintillante non è il fulcro della narrazione, bensì solo un degno e originalissimo condimento della portata principale, che è la vicenda “gialla”, molto ben riuscita, sulla quale però non mi soffermo unicamente per non corromperne il gusto. L’altra cosa che mi ha sorpreso di questo libro è proprio lo stile: fresco, scanzonato, irriverente, ironico. Si fruiscono le storie con un impercettibile accenno di sorriso sulle labbra. Aldo Dalla Vecchia è un apprezzato autore televisivo da diversi decenni, e ciò traspare chiaramente dalla sua scrittura. Il sagace uso dell’essenzialità genera qui tre narrazioni assolutamente inedite nel panorama letterario italiano.

Alessandro Bongiorni”